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Gender: dall’ideologia alla realtà di Andrea Giovanazzi

04/03/2016 - Riva del Garda, Sala delle conferenze della Rocca, ore 20.30

“Gender: dall’ideologia alla realtà” è il titolo della conferenza indetta dall’associazione Asso di Cuori in collaborazione con ProVita Onlus e Alia – Diritti di Natura, a Riva del Garda, il prossimo 4 marzo.

L’appuntamento è alla Sala delle conferenze della Rocca, alle 20.30 e relatore sarà Andrea Giovanazzi.

Quello che ci sta accadendo attorno è di giorno in giorno più evidente, anche se il tutto balza agli onori della cronaca quando a commettere delle aberrazioni spacciate per progresso sono personaggi famosi e danarosi. E’ infatti di questi giorni la notizia che Nichi Vendola ha acquistato per decine di megliaia di Euro (frutto della sua lunga carriera politica) un bambino nato da una donna la quale ha messo a disposizione il suo utero in cambio di denaro.

Gender_ideologia_realta_Riva (1)Nonostante questo fatto, che farebbe accapponare la pelle anche allo stesso Karl Marx che due secoli fa teorizzava che il capitalismo avrebbe reso merce anche le cose che non avremmo mai immaginato, il disegno che sta per essere applicato a questa società da lobby omosessualiste, politici “politically correct” ed oscuri signori della finanza rispondenti al “dio denaro” è un progetto già in corso d’opera.

Il sogno del capitalismo più sfrenato è distruggere ogni tipo di identità per arrivare ad avere individui soli, insicuri e bisognosi dei servizi che il libero mercato può offrire. Le identità nazionali e politiche della maggior parte della popolazione sono già state distrutte o quasi ed ora tocca alla famiglia naturale e all’identità di genere.

La famiglia naturale è per antonomasia nemica del capitalismo perchè risparmia, ricicla ed è solidale con i suoi membri, l’esatto contrario dell’individuo solo e “comprante”.

L’identità di genere invece sembra essere l’ultimo baluardo della società per come la abbiamo conosciuta da diversi millenni a questa parte ed ora, con una sfacciata semplicità, si vorrebbe insegnare alle fasce più giovani della popolazione (e dunque più deboli) che il sesso non è altro che un’imposizione culturale, che la biologia non centra nulla e che possono decidere autonomamente se essere uomo o donna a secondo dei loro sentimenti.

L’abolizione dell’identità di genere, il contrasto alla famiglia naturale, l’adozione per le coppie omosessuali, l’aberrazione della pratica dell’ utero in affido con una degradante mercificazione del corpo femminile… vengono definite oggi “il progresso”.

A questo noi rispondiamo che il progresso è ben altra cosa, mentre quello cui stiamo assistendo è un disegno di distruzione operato dai “santoni” del capitalismo serviti e riveriti da politici incapaci e lobby LGBT a danno di famiglie, bambini e collettività.

Data di pubblicazione: martedì 1 marzo 2016
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